Drops of sadness.


Una lacrima inizió a solcare il mio piccolo viso. Mentre cadeva giú per la guancia percepivo la sua pesantezza. Una tristezza molto profonda tagliava la mia anima. Senza che me ne accorgessi un temporale si era avvicinato al giardino. Tra tuoni e fulmini le prime gocce iniziarono a cadere. Cadevano ripetutamente sulle mie rose come lame affilate. Ma loro non si lasciavano sopraffare. Alcune di loro rappresentavano quell’aspetto triste di me. Nonostante cadessero sempre piú lacrime, immobili, le mie rose restavano li. Quasi come a volersi fare colpire.

Da occhi color cielo scendevano giú verso la terra gocce di tristezza. Tanto forti da lasciare dei graffi sul viso, che mai piú sarebbero andati via. Uno sguardo stanco e afflitto regnava sovrano tra quei petali rosso fuoco. Inutilmente, provavo a scrollarmi di dosso il peso di tutta quella tempesta. Ma non sarebbe mai finita, perché ero stata io stessa a volerla. Dopo tanta sottomissione e dolore accumulato nel mio fragile cuore, qualcosa si era rotto. E cosí da i pezzi rotti del mio essere uscí una tempesta di pioggia. Una di quelle violente a cui nessuno riesce a sopravvivere restandoci in mezzo. Nel profondo del mio cuore sapevo che sarei sopravvissuta, ma avrei perso molto. E cosí lacrima dopo lacrima gli occhi si appannarono. Non riuscivo piú a smettere. Non riuscivo a capire perchè tutto quel dolore e rabbia stavano colpendo proprio me. Ero veramente triste, tutta quella solitudine e cattiveria mi aveva segnata. Con un pianto disperato sperai di poter sentirmi meglio. Ma ovviamente quello sarebbe stato solo l’inizio di una tempesta perpetua, che a volte avrebbe fatto a pezzi il mio essere. Mi asciugai le lacrime e provai a fare un respiro profondo, ma percepii nuovamente le lacrime formarsi. Cosí alzi gli occhi al cielo nella speranza che tutto sarebbe finito con il sorgere del sole dalle nuvole. Intorno a me vidi solo nuvole cariche di tristezza pronte a scagliarsi su di me. Feci un altro respiro e provai a trattenermi nuovamente. Ma tutto quello che avevo racchiuso nel mio fragile battito esplose e si manifestó in tutta la sua grandezza. Sentii il respiro mancare e non riuscivo a stare dritta. Mi accasciai a terra e strinsi il petto tra le mie braccia. Faceva dannatamente male e volevo smettesse. Goccia dopo goccia mi ritrovai completamente bagnata, immersa nella poltiglia di fango dei miei desideri infranti. Ero sola e terribilmente sofferente. La tristezza che provavo mi aveva scaraventata con tutta la sua violenza a terra. Non avevo piú forze neanche per rialzarmi. Avevo permesso a tutti loro di ferirmi e quello era il risultato. Piangevo perchè odiavo me stessa, perchè il riflesso nelle pozzanghere mi spaventava a morte. Perchè ero sola.

Cosí come avevo sofferto io le piccole rose che si trovano sparse nel mio giardino si stavano lasciando colpire dalle gocce di tristezza che segretamente avevo ancora nel cuore. Ma non cedevano e non sembravano tantomeno spaventate. Loro lo accettavano e ci convivevano con serenità. Loro erano delle rose all’apparenza ricoperte da gocce di tristezza, ma estremamente forti dentro. Rappresentavano tutto quello che avrei sempre voluto essere, ed in un certo senso ero. Grazie a loro non avrei mai piú avuto paura di quella tempesta, perchè sapevo che l’avremmo affrontata insieme. Proprio come fa una famiglia. La mia famiglia.


2 risposte a "Drops of sadness."

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