Invisible.


Milioni di rose circondavano il mio fragile essere. Eravamo tantissime. Talmente tante da non riuscire nemmeno a contarci. Il mio piccolo mondo era pieno di mie simili. Ogni rosa era speciale a modo suo, e tutte insieme davamo vita a qualcosa di eterno e magnifico. Tutto quello che chiunque puó desiderare io lo avevo. In quell’istante io avevo tutto.

In un battito di ciglia mi ritrovai completamente sola. Mi guardai intorno e non riuscivo a vedere piú il mio amato giardino. Tutte le mie piccole gocce di sangue erano sparite, come se la terra le avesse riprese con sé. Mi voltai terrorizzata, non poteva accadere veramente. Non credevo ai miei occhi. Presa dalla disperazione iniziai a correre nella landa desolata di quella piccola parte di mondo. Corsi fino a perdere il fiato. Cercai in lungo ed in largo almeno una superstite di quella strage. Ma nonostante i mei sforzi non riuscii a trovare nessuno. Ero sola ed immersa nel vuoto. Notai con la coda dell’occhio un’ aria torbida e oscura arrivare verso di me. Iniziai a scappare nella speranza di superarla, ma mi raggiunse. Come un velo da sposa mi offuscó la vista rendendomi incapace di proseguire la fuga. Il respiro si fece sempre piú pesante ed alla fine fui costretta ad accasciarmi a terra. Era come se quell’aria torbida fosse così pesante da sembrare un enorme masso sul petto. Nella mia solitudine vedevo solo oscuritá. Sentivo gli occhi farsi pesanti come i miei polmoni. L’ossigeno mancava e feci molta fatica a respirare. Iniziai a sentire molto freddo e persi i sensi. Quando riuscii a respirare meglio il mio corpo fu pervaso da un impulso che mi permise di riprendere il controllo del mio corpo. Aprii gli occhi e insipirai a fondo. Sentii tutto l’ossigeno nei polmoni, era fresco e leggero. Infatti, notai che l’ocuritá che mi circondava si era dissolta, ma la mia vista rimase in parte offuscata. Non vedevo molto bene, ma almeno riuscivo a respirare. Iniziai a guardare intorno e notai con piacere che il mio giardino era ancora li. Tutte le mie amate rose c’erano e stavano bene. Ed alla loro vista, anche se confusa, tirai un sospiro di sollievo. Tutto quello che avevo vissuto era solo un brutto sogno.

Incuriosita dalla situazione iniziai a camminare tra le mie gocce di dolore e passione. Mi guardai intorno scrutando bene ognuna di loro in cerca di qualcosa di diverso. E dopo non molto mi resi conto dell’errore in tutto ció. Non era stato un sogno. Camminai tra loro, cercai di parlare con loro ma nessuno riusciva ne a vedermi ne a sentirmi. Percepii la paura percorrere la mia schiena e salire fino alla mente. Il panico stava prendendo il sopravvento e percepí il mio corpo tremare. Iniziai a camminare piú veloce fino ad iniziare a correre. Mentre passavo tra loro urlavo disperata nella speranza di sentire una risposta. Le fissavo ma nessuna di loro percepiva minimamente la mia presenza. Ero sola, completamente sola. Mi trovavo al centro di una piccola galassia costellata da tantissime persone, ma nessuna di loro si accorgeva di me. Nessuno mi sentiva, nessuno mi vedeva. Qualsiasi cosa facessi per attirare la loro attenzione, qualsiasi parola urlassi per farmi sentire era inutile. Ero di nuovo rinchiusa in una piccola scatola con me stessa. Non importava quante persone ci fossero attorno a me, se a nessuna di loro importava di me. Mi trovavo sola tra mille persone che credevo di conoscere. Persone alle quali pensavo importasse di me. Ma sbagliavo a pensare che a qualcuno potesse interessare di me. Non importava neanche a me, perchè mai avrebbe dovuto importare agli altri. D’un tratto mi sentii come incatenata al terreno. Non riuscivo piú a muovermi. Mi guardai intorno ma nessuno notava nulla. Chiesi aiuto ma nessuno risposte. Ero completamente invisibile agli occhi altrui. Provai disperatamente a liberarmi, ma senza successo. Chiesi nuovamente aiuto con le lacrime agli occhi, ma nessuno rispose al mio appello disperato. Mi rassegnai cosí, sotto gli occhi di chi non poteva vedermi, alla mia invisibilità. Chiusi gli occhi e quando le pupille rividero quello che mi circondava, mi resi conto di quello che stava accadendo al mio corpo. I miei petali si stavano dissolvendo nell’aria. Pian piano stavo svanendo nel nulla, che prima mi aveva inghiottito senza pietà. Petalo dopo petalo stavo diventando parte del nulla. Stavo realmente diventando invisibile, persino ai miei occhi. Ma forse sarebbe stato meglio. Avrei smesso di creare problemi, nessuno mi avrebbe piú visto. In fondo nella mia invisibilità stavo bene. D’altronde ora sarei stata responsabile solo io per me stessa. Nessuno avrebbe più sofferto a causa mia. Nessuno avrebbe sentito la mancanza di qualcuno che risultava invisibile ai propri occhi.


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