Tears of an angel.


Giá troppe lacrime erano state versate. Già troppo dolore era stato causato. Eppure quando la vedevo tutti le mie difese si abbassavano. Forse i sentimenti di Damien mi stavano cambiando. Davanti a Faith non riuscivo a mentire. Le avevo causato già abbastanza sofferenze e dolore nascondendole quello che veramente ero. Un demone in un corpo di un angelo. Fortunatamente ero riuscito ad adattare il mio aspetto al suo in modo da riuscire a nascondermi dalle avversità di quel luogo. Ma da quando Faith era caduta, il mio modo di essere stava cambiando. Era come se in sua presenza quel che restava di Damien si risvegliava, nonostante avessi provato a nasconderlo tanto a lungo.

Era una giornata come le altre, quando percepii la presenza di un angelo nei miei paraggi. Non gli diedi molto peso fino a quando non sentii la sua voce chiedere aiuto. Quella sarebbe potuta essere la mia occasione per prendere il potere di un angelo e riuscire a dominare finalmente gli inferi. Seguii la voce nell’oscurità fino a quando non vidi quel che sembrava una creatura del paradiso. Le sue ali erano grigie chiare in confronto alle mie. I suoi occhi risplendevano di una meravigliosa tinta cielo. Il suo corpo sembrava essere stato scolpito da Dio in persona. Nonostante fosse martoriato e pieno di sangue, era perfetto. Io ero alto, ma molto magro. Non avevo muscoli scolpiti e vivevo come un reietto. Nessuno riusciva mai a prendere sul serio quello che facevo. Così iniziai a vagare senza meta e senza scopo, razziando quello che potevo da gli altri demoni. Non sarei mai stato alla loro altezza, ma dentro me si nascondeva un potere che nessuno aveva mai visto. Sapevo che un giorno sarebbe arrivata la mia occasione per conquistare tutta quella distesa di dolore. Senza pensarci due volte capii che il destino mi stava dando una seconda possibilità, così mi avvicinai a quella meravigliosa creatura. L’essere solo al suo fianco mi faceva sentire meglio. Curioso gli chiesi cosa fosse successo ed a quel punto mi raccontò tutto. Mi disse che era stato scaraventato giù dal paradiso per aver difeso la donna che amava, e nonostante tutto aveva provato a risalire al piano superiore, fallendo. Mi raccontò di quanto avesse lottato contro chiunque gli si ponesse davanti, e di quanto aveva sofferto dovendo abbandonare la sua parte angelica per cedere all’istinto di sopravvivenza. Lo guardai intensamente fingendo che mi importasse quello che stava dicendo, ma un tratto scoppiai a ridere. Era ridicolo, una angelo ridotto così solo per amore di una donna? Non riuscivo a crederci, così continuai per qualche istante a ridere. Tornai serio quando sentii che la sua mano aveva afferrato il mio polso. Lo fulminati con lo sguardo, ma non accennò a mollare la presa. I miei occhi si iniziarono a illuminare di un fuoco vivace e pieno di sfida. Ma d’improvviso tutto si placò. Lo guardai e iniziai ad arrabbiarmi, ma magicamente con il suo tocco tutto si placava e la mia mente tornava lucida. Lo guardai e gli chiesi che elemento dominasse, fui sorpreso dalla risposta. L’acqua, pura e limpida. Un elemento semplice e innocuo, capace di provocare innumerevoli danni. Chissà che effetto avrebbe avuto fondendosi con il mio, il fuoco. Sarei riuscito a domarli entrambi, diventando così il primo demone capace di domare due elementi opposti. Sarei diventato molto più forte degli altri e sicuramente se avessi trovato i portatori degli altri elementi e ne fossi entrato in possesso, sarei diventato il sovrano indiscusso di quel regno. Preso dall’entusiasmo una scintilla illuminò i miei occhi. Guardai l’angelo e gli chiesi cosa volesse fare. Mi guardò e una lacrima solcò il suo viso. Mi chiese di prendere il possesso del suo corpo e salvare la donna per la quale era finito lì. Sapeva che poco dopo sarebbe toccato a lei e mi implorò di aiutarla a tornare in paradiso. Pensai un po’ alla sua proposta, ma dentro di me sapevo già la risposta. Lo guardai e gli dissi che avrei protetto la ragazza, non a qualsiasi costo ma l’avrei fatto. Così stringemmo il patto ed entrai in possesso del suo corpo. La mia anima dannata entrò nel suo corpo non appena espirò per l’ultima volta. Quando riaprii gli occhi e guardai il mio nuovo involucro angelico notai che le ferite si stavano rimarginando. I capelli diventarono un po’ più lunghi e neri, gli occhi si tinsero si rosso e le ali diventarono più scure. Le ferite guarite avevano lasciato cicatrici che rendevano quell’adorabile corpo scolpito in paradiso ancora più demoniaco. Spiegai le ali e volai in alto nell’oscurità. Passai ore a testare il nuovo corpo e la sua nuova forza, e dovetti ammettere a me stesso che quello era stato il migliore affare che avessi mai concluso. Ancora pieno di adrenalina mi recai nell’unico luogo che mi rendeva tranquillo. La mia stanza, scavata in una parete rocciosa. Entrai ed ancora elettrizzato per la giornata mi sdraiai sul letto. Con uno schiocco di dita accessi il piccolo camino al suo interno e guardai il soffitto. Le ombre danzavo seguendo lo sfarfallio delle fiamme. Ed in quel momento qualcosa in me cambiò definitivamente. Da quel momento non sarei mai più stato lo stesso Kilian di sempre.

Una sensazione di vuoto schiacciò il mio petto alla vista di quelle ombre. Scattai e mi alzai rimanendo seduto sul bordo del letto. Mi portai la mano al petto e sentii qualcosa sotto la mia mano. Un ciondolo di ossidiana intagliata a mano. Tolsi la collana e la guardai attentamente, mentre le fiamme danzavano sullo sfondo. D’un tratto si presentò un ricordo di Damien. Un flashback mi riportò indietro nel tempo e li vidi lei per la prima volta. Dei meravigliosi capelli dorati avvolgevano un viso pallido e fragile. Due occhi celesti e delle labbra carnose rendevano quella vista paradisiaca. Piccola e gracile, ma con delle ali grandi e candide. Persino da quel ricordo si percepiva la forza di quella ragazza. Intorno a noi c’erano miliardi di rose rosse, e lei avvolta da quella purezza risplendeva in mezzo a quel giardino. Si avvicinò a me e mi mise la collana. La sua voce, ipnotica e dolce come quella di una sirena, narrava di come quell’amuleto al collo mi avrebbe protetto e reso più forte. D’istinto la abbracciai e dopo averle spostato una ciocca di capelli dietro l’orecchio, la baciai intensamente. Eravamo noi due illuminati dalla Luna in un prato di passione. Poi il ricordo iniziò a dissolversi sempre di più riportandomi alla vista di quel ciondolo ed alle fiamme dietro ad esso. Rimasi immobile e quando portai il viso tra le mani per dimenticare l’accaduto percepii le mie guance umide. Stavo piangendo. Mi asciugai, ma più continuavo più loro scendevano. Mi lanciai nuovamente nel letto e un’istinto innato mi fece portare la mano alla tasca dei pantaloni. Sentii qualcosa al suo interno e la portai fuori. Era una foto. La scrutai bene e quando vidi i volti riflessi sopra una morsa mi strinse lo stomaco. Le lacrime iniziarono a scendere giù come una tempesta. Ero disperato, in quel momento sentivo di aver perso la cosa per me più importante. In un attimo di lucidità capii che non potevo continuare con quei flashback, o le cose sarebbero peggiorate. Non avrei mai voluto farmi scappare un’occasione del genere, ma non potevo frignare come una ragazzina. Così cercai una scatola e ci misi dentro la collana e la foto. Non le avrei distrutte, una parte di me non voleva farlo. Ma almeno nascondendole avrei evitato problemi del genere. Asciugai le lacrime sul mio viso e tornai a sdraiarmi nel letto. Prima di addormentarmi pensai a lungo come soggiogare quella parte debole ed emotiva, ma l’unica soluzione che mi venne in mente fu quella di uccidere la ragazza. Così facendo mi sarei goduto tutto il potere, senza troppi intoppi. Nei giorni seguenti testai il nuovo potere e la sua forza fino a quando un evento non troppo inaspettato cambiò le carte in tavola. Un angelo era appena caduto, ora grazie a Damien lo percepivo anche io. Mi diressi sul luogo della caduta e quando la vidi li sdraiata a terra il respiro si fermò. Anche se dolorante e ferita era la cosa più bella che io avessi mai visto. E la cosa strana era che Damien non c’entrava nulla con quello che provai in quel momento. Guardandola lì a terra e ricoperta di ferite capii che avrei dovuto proteggerla, ma non per il patto che avevo stretto con l’angelo. Il mio cuore sentiva di appartenere a quella ragazza, e ad ogni costo avrei dovuto mantenerla in vita. Scioccato da me stesso, decisi che l’avrei aiutata ma senza coinvolgimenti emotivi. Dovevo ancora capire cosa stava succedendo dentro di me. Perchè stavo iniziando a provare quelle emozioni? Mi sarei lasciato offuscare da loro? E soprattutto cosa aveva quella donna di così speciale per attrarre la mia anima demoniaca?


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