The shadow.


Il vento sfiorava il mio viso, cercando di portare via tutta quella delusione. Come avevo fatto a cadere in un tranello tanto sciocco? Ero furiosa con me stessa per quello che era accaduto, ed ero confusa per via di Kilian. Nella mia testa regnava il caos più totale. Ora cosa avrei dovuto fare? Che ne sarebbe stato di me?

Quando fui troppo stanca per continuare a solcare i cieli, cercai un posto dove poter riposare. Guardai intorno a me ed appena scorsi una piccola radura mi ci fiondai dentro. Avrei dovuto evitare luoghi come quello, ma non avevo niente e nessuno da cui tornare in quel momento. Volevo solo riflettere e cercare di sopravvivere senza peggiorare la situazione. Volevo tornare a casa, nella luce. Tutta quella oscurità mi stava rendendo pazza. Accesi una piccola fiamma per aiutare me stessa a cercare un posto abbastanza sicuro. Tra la boscaglia vidi un’immensa parere rocciosa coperta da una cascata. Mi ci avvicinai ed il candore della Luna risplendeva su quella distesa d’acqua. Un piccolo fiume nasceva e si disperdeva nel bosco. Dentro me sentii che quello sarebbe stato il luogo più sicuro dove poter riposare. Camminai lungo l’argine fino ad arrivare alla cascata. Dietro le lacrime della natura notai delle piccole luci muoversi. Provai a guardare se dietro tutta quell’acqua ci fosse una specie di caverna ed accidentalmente caddi in acqua. Un caldo tepore avvolgeva il mio corpo come un abbraccio. Sentii tutta la tensione svanire in quella distesa di trasparenza. Stavo bene, ero tranquilla. Il mio cuore non era più agitato e la mia mente si stava liberando. Una luce nacque dal mi petto e illuminò il fiume. Aprii gli occhi e dovetti risalire per mancanza di fiato. Nuotai, ma al posto di dirigermi alla riva andai verso la cascata. Più mi avvicinavo più il calore aumentava. A fatica raggiunsi l’inizio di quel percorso illuminato dalla Luna. Una volta riuscita ad avvicinarmi mi immersi ed oltrepassati la cascata. Risalendo notai la parete rocciosa davanti ai miei occhi. Uscii da quel piacevole abbraccio e volsi il mio sguardo in alto. Delle piccole luci volteggiavano nell’aria. Sicuramente li c’era un posto sicuro dove passare la nottata. Così mi armai di tanto coraggio e tanta forza e provai a risalire la parete. Ma fu molto difficile poiché era bagnata ed estremamente scivolosa. Dopo l’ennesimo tentativo pensai ad un altro modo di risalire. Il rumore dell’acqua mi aiutò a riflettere, fino a quando non trovai la soluzione. La corruzione con cui ero stata marchiata. Il braccio che avevo immerso in quella pozza era diventato come quello di un demone. Dalle punta delle dita, dei lunghi artigli prendevano forma. Un sorriso soddisfatto si fece largo tra la sofferenza ed iniziai la risalita. Nonostante tutto, mi sarebbe potuta tornare utile la parte di me che sia stava risvegliando. Metro dopo metro arrivai al luogo dove tutte le piccole fiamme volteggiavano. Era una specie di caverna scavata appositamente nella roccia. Le pareti facevano rimbombare il suono dell’acqua rendendolo quasi assordante. Ma il mio sguardo fu rapito da quelle fiamme color notte che fluttuavano solitarie in quel luogo. Erano sicuramente frutto di un incantesimo, ma poi erano state abbandonate li. Mi sedetti e provai ad aiutarmi accedendo a mia volta fiamme color sangue. Le sparsi intorno a me ed una volta in posizione aumentati la loro potenza rendendo possibile la mia asciugatura. Mentre le loro punte danzavano vidi qualcosa muoversi con la coda dell’occhio. Mi voltai pronta ad attaccare, ma era semplicemente l’ombra del mio essere. Tornai ad asciugarmi ed una volta finito ridussi le fiamme a tal punto da illuminare lievemente ciò le circondava. In quel buio, le fiamme rosse si iniziarono a mescolare alle blu creando una danza meravigliosa. Iniziai a canticchiare una melodia dolce, mentre osservavo quelle piccole palline di luce muoversi. Restai ore a fissare quello spettacolo. Era meraviglioso vedere come due colori così diversi stessero danzando raccontando la propria forza all’altro. A vicenda, si illuminavano i cammini. Sarebbe stato meraviglioso se anche io fossi riuscita a fare lo stesso quando ancora ne avevo la possibilità. Quando Damien ed io eravamo in paradiso, o nel momento in cui mi fossi affidata a Kilian. Non ebbi il tempo di pensare e rimuginare sul passato, perché qualcosa stuzzicò la mia attenzione. Mi voltai nel buio, mentre le mie orecchie ascoltavano la stessa melodia che stavo canticchiano. Cercai di capire da dove venisse, ma era impossibile dato che li tutto risuonava. Provai a concentrarmi e aumentati l’intensità del fuoco, ma l’unica cosa chiara ai miei occhi era la mia ombra riflessa sulle pareti scure e rocciose.

D’un tratto la stessa fece un passo verso di me. Balzai all’indietro rischiando di cadere, ma una mano corrotta mi prese in tempo. Mi alzai e guardai negli occhi la mia stessa ombra in carne ed ossa. Riuscii a nascondere la preoccupazione e la paura data dalla situazione, rimanendo immobile a guardarla. Quando mi stabilizzai sentì la mano allentare la presa e la mia stessa voce chiedere se stessi bene. Stavo guardando ed ascoltando me stessa. Ero sotto shock ma rimasi calma e risposti senza esitazione. Gli dissi che stavo bene ed indietreggiai. Ma nel momento in cui lo feci scivolai nuovamente. Le gambe tremavano, non stavo bene per nulla. Appena iniziai a barcollare il mio riflesso oscuro mi prese nuovamente per il braccio. Terrorizzata mi liberai dalla presa cadendo a terra. Guardai dal basso della mia umiliazione, quell’ombra tendermi la mano. Non la accettai ed in riposta quella parte di me si sedette al mio fianco. La sua mano sfiorò il mio viso. Era così calda e rassicurante che per un secondo il mio cuore pensò di potersi fidare. Guardai quella sagoma a lungo prima di riuscire a comporre una frase sensata. La mia voce tremava e l’ansia faceva da sfondo a quella strana situazione. Gli chiesi cosa fosse e la sua risposta schietta mi lasciò stupita. Quella che vedevo era il riflesso della parte che avevo liberato toccando quella superficie umida. Il lato cosiddetto “oscuro”. Lei mi sorrise, ma io ancora non potevo credere a quello che i miei occhi stavano vedendo. Davanti a me c’era la parte nascosta di cui nessun angelo viene a conoscenza. Nessuno infatti al piano superiore sapeva dell’essenza oscura intrappolata nella propria anima, ne tantomeno l’avevano mia vista. Ero uno dei pochi angeli che era stato in grado di vedere la propria ombra. Confusa iniziai a tartassare di domande il riflesso che avevo davanti. Ed a ogni quesito rispondeva senza esitazione. Ero colpita da quel lato schietto e senza ripensamenti che giaceva nel mio cuore. Dopo una lunga chiacchierata con me stessa posi a quella parte di me alcune delle domande più difficili. Cosa ne sarebbe stato di me da quel momento in poi? Perchè mi trovavo all’inferno? E soprattutto mi sarei dovuta fidare di Kilian? Il suo sguardo si illuminò di un blu intenso e prese le mie mani tra le sue. Sentì il mio sguardo accendersi di rosso. Strinsi le mani di quell’ombra e insieme ci alzammo. Le fiamme intorno a noi iniziarono a roteare, così la testa iniziò a girarmi. La guardai e gli chiesi di rispondermi. L’unica cosa che mi disse, fu peró diversa dalle risposte che attendevo. Mi chiese di fidarsi di lei e che qualsiasi cosa fosse accaduta lei mi avrebbe protetta. Sapeva che la odiavo per la sua ira, violenza ed impulsività. Mi confessò che qualsiasi cosa avessi voluto sapere era in lei, avrei solo dovuto accettarla e farla diventare una parte presente di me. La sua forza si sarebbe fusa alla mia e sarei diventata invincibile, in grado forse di raggiungere di nuovo la luce. Nella mia testa tutto quello che stava accadendo era sbagliato, avevo un brutto presentimento. Ma ormai ci ero dentro fino al collo. All’improvviso le fiamme tornarono immobili. I nostri sguardi si stavano fondendo ed un secondo dopo lei sparí. Mia guardai intorno ma non c’era più. Tornata in me sentì nuovamente la melodia provenire da fuori la cascata. Così presi la rincorsa e saltai nel vuoto, noncurante del fatto che sarebbero potute esserci delle rocce al di sotto. Non avrei mai pensato di fare una cosa del genere, ma per la prima volta dopo secoli mi sentì viva. Nuotai fino alla riva e una volta uscita dall’acqua mi voltai per guardare un’ultima volta la cascata. Un sorriso solcò il mio viso e un attimo dopo mi dissolsi nel nulla. In un batter d’occhio riuscii a sparire avvolta da una nuvola di fumo nero, proprio come quell’ombra.


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