The form of truth.


Sentì una voce farsi sempre più vicina. Non mi voltai, ma capii subito di chi si trattava. Kilian, con voce arrabbiata, mi disse di stare più attenta quando solcavo il cielo. Si avvicinò e provò a prendermi per la mano e girarmi verso di lui, ma io rifiutai e mi allontanai di qualche metro. Mi chiese cosa fosse successo e perché mi stessi comportando così. Mi voltai e lo guardai, a quel punto un velo di preoccupazione gli coprì il viso. Inclinati la testa e gli sorrisi. Ma quello che doveva essere rassicurante era invece sarcastico. Gli chiesi di allontanarsi da me e lasciarmi sola, ma passo dopo passo si avvicinò sempre più. Non ero più la Faith debole e bisognosa di protezione. Ora ero qualcos’altro. Provò ad abbracciarmi ma scomparsi nuovamente in una nuvola di fumo nero e riapparsi dietro lui. Non avrei voluto farlo, ma la parte di me che avevo liberato stava schiacciando l’altra già presente. D’improvviso alzai la mano e colpii Kilian con una fiamma molto potente. Il mio potere era aumentato ed avrebbe continuato a crescere. Lui cadde a terra, si rialzò e provò a colpirmi. Con immensa facilità lo schivai, e dopo averlo afferrato per un’ala lo scaraventai lontano da me. Un ghigno soddisfatto spuntó sul mio viso, la macchia di corruzione iniziò ad espandersi in tutto il corpo. Sentì le fiamme bruciare dentro la mia anima, ed un forte potere iniziò a scorrere nel mio sangue. Kilian si rialzò nuovamente e mentre si avvicinava capí che qualcosa di oscuro aveva preso il posto dell’angelo che aveva conosciuto. In un attimo di lucidità gli chiesi di andare via. Non potevo dargli spiegazioni e gli chiesi con le lacrime agli occhi di scappare il più lontano possibile da me. Ma lui non si arrese e continuò ad avanzare verso di me. La parte debole di me lasciò spazio all’oscurità e colpì nuovamente Kilian. Cadde a terra, gli piombai addosso ed iniziai a colpirlo tantissime volte. Non avrei voluto farlo e dentro me chiesi scusa a Kilian. Riuscii a fermarmi solo quando vidi tutto il suo sangue sulle mie mani ed il suo volto martoriato. Perchè non aveva reagito!? Avrebbe potuto fermarmi, ma perché non lo aveva fatto?! Mi alzai di scatto ed iniziai a camminare dalla parte opposta. Mentre mi allontanavano sentì la sua voce dirmi di tornare in me e di non lasciarmi sopraffare da quell’odio. Ma proprio quando avrei voluto chiedergli come fare caddi a terra.

Un fortissimo dolore mi colpì. Avevo male a tutto, e non riuscivo ad alzarmi da terra. Iniziai a sentire tantissime voci che urlavano e chiedevano aiuto. Strinsi le mani sulle orecchie nella speranza che smettessero, ma non cambiò nulla. Mi sentivo confusa, cosa stava accadendo? Mi piegai in due quando un dolore fortissimo colpì il mio petto come una pugnalata. Bruciava, come se per la prima potessi percepire le fiamme del mio essere. Alcune lacrime si fecero strada sul mio viso. Piano piano percepì il mio corpo mutare. Iniziai a sentire il potere prendere totalmente il possesso del mio corpo. Stavo cambiando per sempre il mio aspetto. I capelli dorati divennero color luna, così come la mia pelle. L’occhio che non era stato condotto lasciò spazio ad un rosso acceso e magnetico, mentre l’altro venne totalmente avvolto dall’odio. Sul mio viso e sul mio corpo le venature si tinsero di nero disegnando una mappa su tutto il mio essere. Le labbra si piegarono in un sorriso raccapricciante e le ali si spiegarono. Voltai la testa per guardare come fossero cambiate. Il bianco tenue e candido aveva lasciato spazio al nero e le punte presentavano fiamme perpetue. Mi alzai in piedi non appena il dolore diminuì. Mi alzai e provai respirare a pieno petto. Nella mia mente e nel mio essere c’era ancora la parte docile di me, ma l’oscurità l’aveva messa a tacere per un po’ in modo che non interferisse. Appena ne fui in grado spiccai il volo ed una volta a mezz’aria sprigionai il mio potere, illuminando tutto ciò che avevo intorno. Le voci nella testa si fecero più tenui ma non sparirono. Riuscivo a sentire tutto il dolore, la sofferenza e l’odio presente in quel luogo. Sentivo ogni singola anima spezzarsi ogni volta che veniva ferita, sentivo ogni richiesta di aiuto. Ma l’unica cosa che riuscii a fare fu una grossa risata. Prima non ero in grado di percepire tutto quello, perché l’angelo che ero non lo permetteva. Ora che avevo accettato la parte di me che avevo sempre tenuto sottochiave capii cosa temevano al piano superiore. Con tutta quella forza e quel potere avrei potuto distruggere l’intero paradiso. Mi alzai ancora più verso il cielo e superai le nuvole ceneree. Guardai intorno ed appena vidi un luogo tranquillo ed isolato mi ci diressi. Mentre solcavo quell’odio iniziai a percepire altri demoni. Era veramente strano il fato. Da un’essere puro ero passata ad un mostro. E la cosa più strana era che non mi dispiaceva. Volteggiando su me stessa persi la rotta. La parte di me che avevo liberato mi faceva stare bene, mi faceva sentire libera e soprattutto viva. Mentre guardavo tutto dall’alto una strana presenza di materializzò dietro di me. Provò ad attaccarmi ma schivai facilmente il colpo. Mi voltai per vedere chi fosse ma non vidi nessuno. Così aumentati la mia velocità, ma l’essere si materializzò di nuovo e questa volta davanti a me. Mi fermai di colpo e cercai di capire chi fosse. Quando fui abbastanza vicina capì che sia trattava della parte demoniaca di Kilian. Aveva abbandonato nuovamente l’aspetto di Damien ed era tornato ed essere se stesso. Ancora coperto di sangue mi guardava furioso. Sorridendo gli chiesi cosa ci fosse che non andava ed una lacrima gli solcò il viso. A quel punto un colpo al cuore mi fece bloccare. Nascosi quella sensazione e con aria di sfida gli chiesi nuovamente cosa ci fosse che non andava. Lui si arrabbiò ancora di più e mi disse che il problema ero io. Il mio sguardo si incupì e la sensazione di pietà che avevo represso scomparve per lasciare spazio alla furia più estesa che il mio essere avesse mai viso. Senza dire nulla mi dissolsi ed apparsi dietro di lui, avvolsi un braccio attorno al suo collo ed iniziai a stringere. Percepì una forza mai percepita cresce per dentro di lui. In un lampo di luce mi scaraventò via. Tornai subito da lui e provai ad attaccarlo, ma c’era qualcosa di diverso in lui. Provai ad avvicinarmi ma una luce angelica iniziò ad avvolgerlo. Mi allontanai e guardai cosa stesse accadendo. Stava mutando proprio come era successo a me poco prima. Stava accettando la parte angelica di Damien in tutto e per tutto senza controllarla. La sua forza cresceva di attimo in attimo e capii che avrei dovuto attaccarlo subito prima che diventasse troppo forte. Ma non appena provai a scaraventarmi contro lui venni immobilizzata da una specie di incantesimo. Non riuscivo più a muovermi e fui costretta a guardare quello spettacolo orribile.

La pelle non era più ricoperta di cicatrici ma era tornata ad essere pura e pulita. I capelli divennero ancora più scuri e gli occhi gli si illuminarono di un celeste che solo il paradiso conosceva. Il corpo iniziò a mutare diventando perfetto, come se fosse stato scolpito dagli angeli del paradiso. Le ali scure lasciarono spazio a meravigliosa luce. Il bianco inizio ad espandersi sulle piume rendendo quelle ali parte del paradiso stesso. Lo guardai fino a che la sua trasformazione non fu completa. Aveva represso la parte demoniaca per lasciare spazio a quella ragionevole e pura. Una grossa risata risuonò in tutto l’inferno e il suo sguardo gelido di posò su di me. Era più forte di me lo percepivo, ed oltretutto aveva il controllo su due elementi. Gli dissi, in tono sarcastico, che ora il paradiso lo avrebbe accolto con tanto di tappeto rosso. Poco prima che finissi la frase me lo ritrovai di fronte. Il suo sguardo mi ricordó quello di Damien ed un sorriso sincero nacque dalla mia oscurità. Riuscì a chiedergli scusa prima che la mia ira mi ricoprisse ancora una volta. Nonostante avessi addormentato la mia parte angelica, in quel momento si era risvegliata e per un attimo aveva ripreso il controllo del corpo. Ma non riuscì a fare abbastanza. Lo sguardo di Kilian inizió letteralmente a spogliarmi, fino ad arrivare all’anima, poi tornò al mio viso. Mi chiese perché avessi accettato la mia parte oscura e senza che potesse dire altro riuscì a liberarmi ed allontanarmi da lui. Prima di dissolvermi nel nulla gli risposi. Lo guardai sorridendo e gli dissi che quella ero io, quella parte che avevo liberato rappresentava realmente quello che ero. Io ero l’oscurità che tutti temevano, il fuoco distruttivo e l’odio allo stato puro. Prima che potesse riavvicinarsi a me mi dissolsi e scomparvi nel vuoto. Tornai così alla cascata e guardai il mio riflesso nell’acqua. Scrutai il mio viso e accarezzai il riflesso, quasi come a voler consolare me stessa. Io stavo bene, ed il riflesso in quell’acqua torbida ne era la prova. Ero semplicemente tornata ad essere quella che avrei sempre dovuta essere. Quella era la verità. Non sarei mai potuta essere un angelo, avevo troppa rabbia e dolore repressi. Non sarei mai potuta essere pura e candida, il fuoco mi aveva marchiata alla nascita. Quello era il mio destino e quella riflessa era semplicemente la verità. La forma della mia verità.


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