The smile of lies.


L’uno avvinghiato all’altro. C’eravamo solo noi, illuminati dalla luce tenue e calda di un’amore proibito, ma vero. Bacio dopo bacio il mio cuore si legava sempre più al suo. Nello sguardo gelido di Kilian vidi una sfumatura di speranza, che man mano aumentava la sua intensità. Anche lui era veramente innamorato di me. Lo aveva dimostrato quella notte. In una manciata di ore era cambiato tutto. Da nemici ci eravamo trasformati in amanti. Nonostante i dubbi che avevo sempre nutrito nei sui confronti, avevo finalmente capito che mi sarei potuta fidare di lui. E mentre il giorno iniziava a nascere, ci addormentammo abbracciati. Quando chiusi gli occhi un sorriso apparve sul mio volto, lasciando sparire la preoccupazione e i dubbi. Sentì il suo sguardo puntato su di me, ma non aprii gli occhi. Dopo qualche istante mi addormentai. Caddi in un sonno così profondo da riuscire a sognare.

Quando riaprii gli occhi ero sdraiata ancora nel letto, ma Kilian non c’era. Mi alzai di scatto e provai a cercarlo, ma non lo trovai da nessuna parte. Così iniziai ad addentrarmi nella foresta intorno. Sentì delle urla disperate e mi precipitai verso esse. Una volta arrivata al luogo rimasi bloccata. C’era Kilian, ma era diverso da quello della sera prima. Mi avvicinai e vidi che per terra c’era una ragazza ricoperta di sangue. Sgranai gli occhi quando riconobbi quella sagoma. Ero io e Kilian mi aveva pugnalata. Strizzati gli occhi, non poteva essere reale. Mi avvicinai e provai a parlare a Kilian, ma non si rese conto nemmeno della mia presenza. Allora capì che si trattava di un sogno. Un’ incubo, dettato forse da i miei dubbi repressi. Vicina a loro, continuai a guardare. La me stessa morente chiese a Kilian il motivo del suo gesto. Lui a la guardò e ridendo gli disse che non c’era mai stato e mai ci sarebbe stato un noi. Non mi avrebbe mai protetta, ma al contrario mi avrebbe solo usata per i suoi scopi. A quel punto un velo di tristezza rivestì il mio cuore. Mentre Kilian continuava a deridere la me stessa sdraiata a terra, io iniziai a piangere. Perchè mai avrebbe dovuto fare una cosa del genere? Non era da lui, o almeno così credevo. Kilian s avvicinò all’acqua e si lavó le mani. Guardò Faith e gli raccontò cosa avrebbe fatto. Per prima cosa si era preso il corpo di Damien fingendo che lo avrebbe usato per proteggermi. Mi avrebbe fatto innamorare di lui in modo che mi potessi fidare. A quel punto la parte di Damien presente nel corpo avrebbe abbassato le difese e Kilian sarebbe riuscita a distruggerla, mantenendone solo il potere. Poi con il sangue di un mezzo angelo e mezzo demone avrebbe aperto un portale per tornare in paradiso, lasciando morire la portatrice del potere demoniaco scesa dal paradiso. A quelle parole spalancai la bocca. Non potevo credere alla mie orecchie. E davanti ai miei occhi tagliò la gola a Faith raccogliendone il sangue. Dopo aver raccolto abbastanza sangue aprì il portale e svanì nella luce. Quando se ne andò andai verso il mio corpo martoriato. Ero ricoperta di sangue e la collana che mi aveva regalato era ormai rossa. Accarezzai quella creatura e chiusi i suoi occhi pieni di speranza. Quell’incubo non aveva senso. Perchè avrei dovuto sognare un tradimento così da parte sua? Aveva detto che mi amava. Aveva promesso che mi avrebbe aiutata e mi aveva detto che dovevo mantenere la mia parte angelica sveglia, senza farla sparire. A quel pensiero trasalì. In quell’istante capì che forse non era un sogno. Forse era una premonizione di quello che realmente sarebbe accaduto. Tornai indietro non appena il mio corpo sdraiato a terra si dissolse in una nube nera. Ero confusa ed arrabbiata. Ma non avrei permesso a quel finto angelo di farla franca. Se quelle erano le sue vere intenzioni, non gli avrei mai permesso di arrivare fino infondo. Arrivata davanti alla porta della stanza, feci un respiro profondo. Dopo averla aperta, probabilmente mi sarei svegliata e quello che avevo visto in sogno si sarebbe realizzato. Pensai per un attimo a cosa fare se tutto quello che avevo appena visto si fosse rivelato vero, ma non riuscì a concludere nulla. La rabbia iniziò a ribollire e un senso di vuoto iniziò a divorare il mio cuore. Ero sola e me la sarei dovuta cavare come potevo. Prima che potessi aprire la porta e tornare alla realtà una mano si appoggiò sulla mia spalla. Mi voltai di scatto e vidi la mia parte angelica avvolta da una luce accecante. Non riuscì a dire nulla, ma non ce ne fu bisogno. Guardandomi negli occhi mi fece una semplice domanda. Mi chiese se volessi lasciarla lì e se ero pronta ad abbandonarla per sempre. Ero confusa, se l’avessi lasciata lì non sarei mai riuscita a tornare al piano di sopra, ma non sarei morta per mano di Kilian. Se l’avessi portata con me sarei morta, ma avrei potuto tentare di aprire il portale da sola ed abbandonare quel luogo prima dell’inevitabile. Ero combattuta sulla scelta da fare quando, senza dare una risposta a quella parte di me, mi svegliai. Era troppo tardi, quando aprii gli occhi vidi Kilian sopra di me con il pugnale in mano. Quando provò a pugnalarmi, mi sposati e provai a scappare. Non ci riuscì subito e mi ferí più volte prima che riuscissi finalmente a fuggire da lui. Allora era vero, non era un incubo, era una premonizione. Spiccai il volo e provai a scappare, era diventato troppo forte per affrontarlo. Ma fu tutto inutile. Mi trovò e mi scaraventò giù a terra. Provai lo stesso a lottare, ma dopo attimi interminabili mi trovai sdraiata a terra e ricoperta di sangue. Proprio come nel mio sogno, tutto quello che speravo non fosse vero si avverò. Lo guardai, ma non gli chiesi spiegazioni. Non mi servivano, sapevo cosa voleva fare. Ma lui non sapeva che avevo una scelta. Presi in mano il ciondolo con l’ala bianca, sporco di sangue, e lo strappai via dal collo. Lo lanciai via ed una lacrima solcò il mio viso. Lui non capì subito cosa stesse succedendo, ma dovette poco dopo. Iniziai a vedere tutto farsi scuro intorno a me e svenni. Probabilmente mi avrebbe uccisa, ma non gli avrei mai permesso di andare in paradiso. Mentre ero priva di sensi sentì un urlo di rabbia misto a disperazione provenire da Kilian. In quell’istante un’anima bianca ed immacolata lasciò il mio corpo e tornò a casa. Mentre quella luce si alzava nel cielo cenereo dell’inferno, la parte di me che avevo sempre tenuto a freno si liberò in tutta la sua forza.

Partendo dal sangue che iniziò a ribollire e diventare nero come la pece, mi trasformati nel demone che mio padre avrebbe sempre voluto io fossi. I capelli diventarono più lunghi e la corruzione ricoprì tutto il mio corpo. Gli occhi divennero totalmente neri, con qualche sfumatura color fuoco. Le ali divennero nere come l’oscurità e la pelle divenne quasi trasparente. Una potere molto forte si stava facendo largo tra le mie ossa e da lì a poco si sarebbe scatenato con tutta la sua ira. Aprì gli occhi e il volto spaventato di Kilian mi fece sorridere. Mi alzai e le ferite iniziarono a rimarginarsi in fretta. Pochi attimi dopo lo guardai fisso negli occhi e iniziai a parlargli. Gli raccontai il suo piano e lui fu sconvolto. La rabbia lo stava consumando. Inizialmente non riuscì a capire come io sapessi tutte le cose, successivamente provò a fare qualche ipotesi ma non gli diedi conferma di nulla. Lui mi aveva usata e tradita solo per i suoi scopi. Mentre sorridevo mi avvicinai a lui e provai ad accarezzare il suo viso, ma mi pugnaló dritta al cuore. Senza fare nessuna smorfia di dolore estrassi il pugnale dal mio petto e lo lasciai cadere a terra. La ferita si rimarginò subito, e gli occhi terrorizzati di Kilian iniziarono a chiedermi pietà. D’altronde ero diventata la principessa dell’inferno. Nulla crebbe potuto uccidermi o ferirmi. Mi avvicinai a lui, mentre provava ad indietreggiare spaventato. Lo bloccai con un incantesimo e pensai a cosa gli avrei fatto. Ucciderlo sarebbe stato troppo semplice, così decisi di liberare l’angelo di cui aveva il corpo e di fare tornare quella luce a casa sua. In uno schiocco di dita la luce uscì da lui e l’anima di Damien tornò a casa. A quel punto davanti a me c’era solo Kilian, un insulso e odioso demone. E pensare che come una stupida mi ero fidata ed innamorata di lui. Lo liberai dalla stretta e mi implorò di morire. Capì che la situazione era peggiore di quella che sembrava. Ma dal profondo della mia rabbia decisi di lasciarlo vivere. Avrebbe vagato per l’eternità, razziando cibo e anime. Non sarebbe mai diventato nessuno ed avrebbe sempre dovuto implorare gli altri di non ucciderlo. Mi avvicinai a lui e sollevai il suo viso. Con un movimento veloce gli strappai la collana di Damien e la misi al mio collo. Lo baciai, gli sorrisi e gli sussultai all’orecchio un grazie. Mentre mi allontanavo da lui mi chiese perché lo avessi ringraziato, così gli diedi l’unica spiegazione che avrebbe sentito uscire dalla mia bocca. Lo guardai intensamente e gli dissi che mi aveva aperto gli occhi su chi io veramente fossi. Un demone dell’inferno. Un semplice essere crudele e colmo di ira. Mi dissolsi prima che riuscisse ad avvicinarsi a me. Riapparsi alla cascata e dopo essermi avvicinata all’acqua sorrisi al mio riflesso. Ora ero me stessa e quel sorriso rifletteva tutte le menzogne con cui avrei ingannato tutti. Proprio come loro avevano fatto con me. Gliel’avrei fatta pagare a tutti quanti.


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