Like a phoenix.


Avvolta dalle fiamme mi stavo trasformando in cenere. Un bagliore illuminò il mio cuore, facendomi capire che finalmente avrei potuto porre fine a tutta quella sofferenza. Man mano che il calore aumentava percepivo il mio corpo trasformarsi in cenere. Dal caldo colore rosso e arancio, al freddo e neutro grigio. Piano piano mi trasformai in un immenso ammasso di cenere. A quel punto una folata di vento mi fece svanire nel nulla. Avvolta da una nube grigia, fui sparsa nel nulla più assoluto. Non sarebbe rimasto nulla di me. Faith era orami svanita per sempre, così come sarebbe sparito anche il suo ricordo. Nessuno si sarebbe mai ricordato di me, non avevo fatto nulla per essere ricordata. Ero stata solo un angelo caduto e svanito nell’oscurità dell’inferno. Niente di piú. Piccoli frammenti cenerei si sparsero per tutto il salone. Come polvere, attaccai quello che era rimasto di me a ciò che mi circondava. Non sarei mai tornata indietro, non sarei mai più rinata. Ormai il mio volere si era realizzato ed il mio fato compiuto. Ero tornata allo stato nullo.

Un ronzio iniziò a riempire il vuoto silenzio della stanza. A malapena si percepiva il respiro di chi aveva assistito a quella perdita. Non fu versata neanche una lacrima, neanche una parola di dispiacere. Alla mia scomparsa seguì solo lotta e sangue. Ed il primo dei tanti a cadere fu proprio Kilian, mio fratello. La persona che per prima mi aveva tradita in quell’abisso, cadde dopo di me. Implorò il padre che tanto aveva venerato, ma la sua ira cieca per aver ucciso l’unica speranza per cambiare il suo fato lo sopraffó. Dopo averlo scaraventato a destra e sinistra colpendolo senza sosta, affondó la stessa lama con cui mi aveva pugnalato, nel suo cuore. Kilian si accasciò a terra, e con le lacrime agli occhi chiese scusa a quel che restava delle mie ceneri sparse. Pochi istanti dopo svanì anch’esso nel vuoto, diventando cenere. E dopo lui, tutti coloro che avevano aiutato Kilian ebbero lo stesso destino. Giorno dopo giorno l’inferno si sarebbe svuotato. Così come il cuore di quell’uomo che mi aveva dato la vita. Ma ormai non importava. Io ero morta ed anche Kilian lo era. Di noi non sarebbe rimasto nulla, neanche il ricordo.

La stanza era vuota e silenziosa. A terra, la nostra polvere iniziò ad unirsi per via del vento che entrava da una finestra in frantumi. Dolcemente, le piccole particelle di cenere si unirono l’una all’altra, quasi come se stessero danzando ad un ritmo lento e romantico. Dopo qualche minuto si creò un mucchio di cenere al centro della stanza. Era come se entrambi i nostri corpi provassero a ritrovarsi per stringersi forse, in un ultimo abbraccio. Le ore passarono ed all’improvviso la luce della Luna rosso sangue illuminò le ceneri. Un raggio quasi angelico arrivò a colpire l’ammasso di polvere facendo scoppiare un piccolo incendio. In un batter d’occhio una voragine si aprì nel pavimento inghiottendo le nostre ceneri in fiamme. Un boato assordante riempì il silenzio di quel regno facendo sussultare persino i più lontani demoni. Persino la lotta di mio padre si fermò. Qualcosa di oscuro e molto potente stava nascendo dal cuore della terra stessa. Aprì gli occhi e mi guardai intorno. Nel buio vidi Kilian e lo raggiunsi. Lui mi abbracciò e mi chiese scusa piangendo. Non gli risposi, ma ricambiai il suo abbraccio. Nel profondo del mio cuore lo avevo già perdonato. Nonostante avessimo un legame di sangue, lo amavo ed avrei continuato a farlo. Attorno a noi il nulla avvolgeva tutto. Ci guardammo ed iniziammo a camminare mano nella mano. Pochi istanti dopo, davanti a noi si materializzarono due anime lucenti come il paradiso. Capì subito di chi si trattava e corsi incontro alla mia parte angelica. Ci abbracciammo, e con mia sorpresa tornò ad essere mia. Kilian fece la stessa cosa e Damien tornò a diventare una parte di lui. Nell’oscurità potevamo brillare ancora una volta. Eravamo morti, ma non ci saremmo mai più separati. D’improvviso un enorme potere iniziò a crescere dentro di me. Le fiamme bruciavano come non avevano mai fatto prima. Guardai le mani e con mia sorpresa notai che la corruzione era svanita nel nulla. Ero tornata ad essere un angelo, o almeno in parte. Percepivo le due forze opposte dentro il mio corpo, ma non si contrastavano. Entrambe si stavano amalgamando per diventare una creatura unica. Non si annullavano nonostante fossero opposte. La sensazione di forza e potere che provai fu così forte da farmi scoppiare una grassa risata. Kilian mi guardò e mi chiese se potevo percepirlo anche io, e gli feci cenno di si. Dopo la morte ci eravamo trasformati in qualcosa di ancora più forte. Un grosso boato giunse alle nostre orecchie e guardammo in alto. Uno spiraglio di luce apparve sulle nostre teste. Senza esitare spiaccammo il volo ed uscimmo dall’oscurità. Giunti alla luce capimmo che la nostra vita non era ancora terminata. Dalle fiamme che riempivano il pavimento risorgemmo io e Kilian. Avvolti dalla luce dell’inferno e baciati da quella della Luna, io e Kilian, mano nella mano, iniziammo a camminare verso la porta. D’un tratto si spalancò lasciando entrare un vento così violento da riuscire a spegnere il fuoco. A quel punto nostro padre apparve sulla soglia. Senza che riuscisse a dire nulla io e Kilian, alla velocità di una saetta gli strappammo il cuore dal petto e gli tagliammo la testa. Il re degli inferi era caduto. Ma né io né Kilian averemmo voluto il trono. Ciò che volevamo era solo poter amarci senza problemi e senza che nessuno ci mettesse l’uno contro l’altro. Così spiaccammo il volo e andammo alla cascata dove precedentemente avevamo lottato. Attraverso un punto preciso della cascata saremmo potuti andare in un luogo diverso, normale dove nessuno ci avrebbe mai cercato. Mano nella mano attraversammo quella porta trasparente e solcato l’ingresso ci ritrovammo in un bosco. Camminammo a lungo prima di capire dove fossimo. Nascondemmo le ali e assumimmo delle sembianze normali, non troppo particolari. Eravamo sulla Terra, il purgatorio degli essere umani. Giunti ad una strada, camminammo sul bordo fino a che un passante non ci chiese se volevamo un passaggio. Accettammo e una volta chiusa la portiera il conducente ci chiese dove fossimo diretti. Io e Kilian ci guardammo a lungo prima di rispondere. Gli risposi di portarci nella città più vicina. Una volta arrivati scendemmo e ringrazziammo il conducente, chiudemmo le portiere e ci incamminammo nella nostra nuova vita insieme.


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2 risposte a "Like a phoenix."

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