The new light.


Sono una guerriera, una che non molla. Nonostante le cose negative della mia vita, sento di essere più forte di chiunque altro. Persino la morte stessa mi ha regalato un’altra possibilità. Che me la meritassi o meno, non è dato saperlo. Ma se perfino Lian aveva deciso per me, significava che a questo mondo, per quanto meschino, una guerriera senza paura della morte poteva tornare utile.

Mentre cercavo di mettere a fuoco la stanza intorno a me, iniziai a sentire voci deliranti urlare il mio nome. In pochi attimi mi sentii circondata ed una luce iniziò ad avvicinarsi ai miei occhi. Sentivo delle voci, ma non riuscii subito a distinguerle. Qualche minuto dopo, riuscii a vedere i miei genitori in lacrime, un dottore e e un paio di infermieri. Ero veramente viva, stavo bene. Appena provai a mettermi seduta sentii forti dolori sparsi per tutto il corpo. Così mi limitai a girare il volto verso i miei genitori. Non appena gli sorrisi, si lanciarono su di me e mi abbracciarono. Non ebbi neanche il tempo di parlare che iniziarono a riempirmi di domande. Ovviamente, non avrei potuto rivelare la verità, mi avrebbero presa per pazza. Inizialmente rimasinin silenzio, e non appena decisi di raccontargli una bugia, entrò un altro dottore. Questo però, al contrario dell’altro faceva paura. Senza nemmeno aprir bocca fece capire a tutti riuscire dalla stanza. Nel giro di pochi minuti mi trovai sola con lui. Nel silenzio più assoluto , trascinò una sedia vicinonal mio letto e ci si sedette. Nell’attimo in cui posò il suo sguardo su di me, un brivido gelido e pungente mi percorse la schiena. Da quando aveva messo piede in quella stanza , tutto aveva assunto un aria tetra. Mi guardò fisso negli occhi per qualche secondo poi mi chiese cosa mi avesse spinto a fare quel gesto. Io sapevo di cosa parlava,ma preferii fare l’ingenua. Tanto in quella situazione, qualsiasi cosa avessi detto o fatto, sarei risultata pazza. Così decisi di chiedergli a cosa si stesse riferendo. Lui mi guardò e con mia grande sorpresa mi raccontò esattamente quello che era accaduto. Ogni sua parola riecheggiava nella mia testa facendomi rabbrividire. Lo guardai completamente sconvolta. Come faceva a sapere di quel ragazzo? Come poteva? Anche lui aveva ricevuto lo stesso dono? Conosceva il ragazzo? Lian era a conoscenza di altri come me?

Lo guardai e gli chiesi chi fosse. Lui, sorpreso, mi guardò edin un battito di ciglia cambiò aspetto. Era Lian. Appena capii cosa aveva in mente, sorrisi e tirai un sospiro di sollievo. Non ebbi neanche il tempo di ringraziarlo, che fui bloccata dalla sua voce.mi disse che non aveva molto tempo e mi spiegò cosa dire e fare per riuscire a non essere rinchiusa in un istituto per ragazzi ” socialmente deviati”. Lo ascoltai con molta attenzione e dopo aver imparato la mia parte, mutò le sue sembianze in quelle di uno psichiatra. Scrisse sul modulo la motivazione che mi aveva spino a compiere quel gesto, cioè salvare un piccolo gattino. Ci avrebbero creduto solo vedendo quel piccolo batuffolo nero, e con mia immensa sorpresa, quando lui uscì sentì miagolare fuori dalla porta. A quel punto la mia famiglia entrò con quella meraviglia in braccio, e senza che chiedessi nulla mi dissero che avrei potuto tenerlo. Ne fui felicissima, un piccolo gattino nero solo per me. Avrei solo dovuto pensare al nome. Ma, presa dai miei pensieri, non mi accorsi che il medico mi stava parlando. Tornai in e a scolari ciò che aveva da dire. Mi disse che avevo riportato parecchie ossa rotte, come se non me ne fossi accorta dato che ero piena di gessi. Spiegò che dopo la botta contro la strada avevo riportato un trauma, e sarei dovuta rimanere lì almeno per tre settimane. Un po’ delusa sorrisi ed esordì ringraziando il fatto che fossi ancora viva. I miei mi guardarono con le lacrime agli occhi, ma li rasiccurai subito dicendo loro che qualcuno dal cielo aveva vegliato su di me, salvandomi. Dovevano stare tranquilli, Lian mi avrebbe aiutato a superare tutto, anche ciò che sembrava impossibile. In un certo senso era il mio angelo custode.

Le ore passarono, e l’orario delle visite finì. Così al calare della luce rimasi sola. Chiesi all’infermiere di spostare la tenda che copriva la finestra, così da poter ammirare il tramonto sulla città. Lentamente il Sole iniziò a calare. Dall’azzurro chiaro, toni di arancione e rosso fuoco iniziarono a tingere il cielo immacolato. Quel pomeriggio neanche una nuvola osó oscurare quella vista. Poco alla volta iniziò ad apparire il blu tenebroso della notte. Le stelle più luminose iniziarono a brillare nelle tenebre. Guardai a lungo l’orizzonte, sperando che quella vista meravigliosa non sparisse mai più. Avrei voluto bloccare il mondo per potermi godere ancora anche attimo quella luce, che per quanto tenue le morente mi sembrava la più forte di tutte. Nonostante il Sole dia il suo meglio all’alba, quel tramonto era speciale. Quei colori mi tornavano il come che Lian mi aveva fatto. Quella luce era la mia nuova luce.


𝟼

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